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Strutture ristorative

Gorroppu

Indirizzo: SS 125, Orientale Sarda - km 183 - Urzulei Località Ghenna de Silana

Categoria: Ristorante

Tel.: 347/1398399 - 340/2278332

Fax.: 0782 570400-1786007792

Sito web: www.hotelsilana.com

Email: info@hotelsilana.com

La struttura

La maggior parte dei cibi che si possono assaporare in tavola sono di produzione propria, dalle paste fresche (uno per tutti i famosi culurgiones, tipico piatto ogliastrino), i dolci, le carni di capra, capretto, maialetto, i liquori e le marmellatine di frutta fatte in casa.
Come accompagnamento naturale, e sempre cercando l'abbinamento perfetto, si offrono i migliori vini che la nostra isola produce, come il Cannonau e il Carignano, solo per citare i più noti.
E' inoltre possibile prenotare pranzi e cene pur non essendo ospiti dell'hotel.
Accettiamo con piacere comitive e viaggi organizzati previa prenotazione almeno due settimane prima.

Le specialità

Ricette della tradizione antica:

''Macarrones imboddiaos'': spaghetti avvolti con il formaggio di pecora (oggi rivisitati anche con formaggio di capra) fresco di massimo 2 giorni leggermente acido.
Questo piatto usato sin dagli anni '50 durante la tosatura delle pecore.
In questa occasione di grande festa che coinvolge gruppi di persone, parenti, amici...finita la tosatura, si mangia in campagna. Piatto veloce e sostanzioso. In grandi pentoloni viene fatta cucinare la pasta ed una volta scolata ci viene aggiunto il formaggio fresco in quantità. Scaldandosi ques'ultimo si fonde, avvolgendosi alla pasta, creando un amalgama unico.

''Patata a' orrostu chin errescottu saliu (patate cucinate sotto cenere con ricotta salata).
Piatto povero utilizzato sin da tempi antichi. Ognuno vicino casa aveva un orto dove seminava le patate e quasi tutte le famiglie avevano delle capre o delle pecore. Le patate con la buccia venivano messe sotto la cenere. Era consuetudine in tempi passati, consumare questo piatto direttamente nell'orto durante la raccolta a mano delle patate, per assaggiare immediatamente la primizia di stagione e forse anche come ringraziamento per i buoni raccolti avuti. Immaginate una ''pausa pranzo'' in cui non occorreva timbrare il cartellino ma bastava ascoltare i crampi della fame.
Veniva scavata una buca nell'orto dove veniva fatto il fuoco, cucinate le patate sotto la cenere creata, sbucciate e mangiate poi chin ''s'errescottu saliu''.
Questo piatto viene ancora oggi piacevolmente consumato, non con la stessa frequenza di una volta.

''Fae chin lardu''(fave con lardo): piatto invernale sia per la sostanziosità che per chè legato al periodo della macellazione del maiale.
Si mettono a bagno le fave dalla sera prima per farle idratare.Il giorno dopo,che sarebbe quello in cui si vuol mangiare il prelibato piatto, si mette la testa del maiale e qualche pezzo di lardo in un pentolone con acqua. Si fa bollire circa un'ora, si aggiungono le fave, le patate con la buccia e cipolle a metà. Oggi nella ricetta vengono aggiunte altre verdure quali carote, finocchietto selvatico etc...

''Culurgiones'' piatto tipico della zona. Trattasi di ravioli ripieni di patate e formaggio.
Cuciti a mano a forma di mezzaluna con la forma della cucitura simile ad una spiga di grano.
Durante la raccolta delle patate, quelle che venivano spaccate durante l'estrazione, poiché soggette a rovinarsi in pochissimo tempo, venivano utilizzate per diverse pietanze,tra cui appunto i culurgiones, in modo da essere consumate a breve. Il formaggio utilizzato, solitamente di capra e/o pecora era soprattutto stagionato poiché permettesse a questa pasta fresca di conservarsi più facilmente per diversi giorni.